giovedì 6 settembre 2012

Ad Agosto non c'era neanche un posto

                                                                                                                                                                                                                                                              Ambositra, 6 settembre 2012

Agosto, agosto, che bel mesettino!
A inizio mese ho partecipato alle ordinazioni dei preti e dei diaconi della nostra diocesi; e ho potuto constatare la potenza della chiesa malgascia! La celebrazione era nello “stadio” di una scuola privata cattolica, io e gli ospiti della casa della carità eravamo in basso sotto i gazebo tra i vips; mentre piu’ di un migliaio di persone era sugli spalti! Oltre al coro, ogni canzone era animata da una danza preparata da un gruppo di giovani di una zona della diocesi! Poi venuto il canto del ringraziamento dopo la comunione...tutti i preti, le loro famiglie e chiunque ne aveva voglia è sceso a danzare; e i preti sono stati sollevati e portati come delle star in concerto! Alla fine un oretta di kabary non ce l’ha tolta nessuno, il tutto è durato 5 ore e mezza!
E’ stato anche il mese in cui sono riuscita nella mia impresa: finire le lezioni di anatomia sulle articolazioni ai nuovi assunti dell’Akanin’ny Marary!Difficoltà e arrabbiature a parte, è stata una bella esperienza, sempre troppo di corsa e con miliardi di altre cose che si potrebbero dire...però senza neanche questo, i ragazzi sarebbero stati “scaraventati” nei villaggi a far fisioterapia come carne da macello!
Ma soprattutto è stato il mese dei “vahiny”(ospiti): i”campisti”del centro missionario di Reggio, già passati a fine luglio, sono ripassati ad Ambositra: una parte ha visitato un villaggio “Zafimaniry”, e un altra si è riposata a casa. E così finalmente ho vissuto una vera esperienza “zafy”(ero già stata un weekend nel villaggio piu’ vicino ad Ambositra, ma ci eravamo arrivati in macchina e tra l’altro era ’”globalizzato”): una meraviglia! Dopo le cascate nel villaggio piu’ vicino, e altre 3 orette e mezzo di cammino... ci troviamo davanti il paradiso: questo villaggetto con solo capanne di legno sul cucuzzolo della montagna, al cui ingresso i bambini dell’asilo in due file ci cantano un canto di benvenuto; con tutta la gente intorno che ci guarda...ogni fatica fisica è scomparsa in 5 minuti! Alloggiati nella casa del prete, siamo stati trattati di lusso per due giorni; e scordare la vista dal punto piu’ alto del villaggio sarà molto difficile! Prima lo si raggiungeva in macchina, poi mantenere la strada è divenuto troppo costoso; e la macchina arriva a 3 ore e mezzo di cammino, tutto su’ e giu’, per non parlare del primo mercato dove possono trovar rifornimenti! Aggiungi il paesaggio surreale di tutte queste capanne in legno con un unica stanza, costruite sulla roccia e immerse nelle nuvole basse da cui si vede tutta la valle e le montagne intorno... davvero sembrava di essere fuori dal mondo!Abbiamo anche assistito alla messa di “veloma” di Don Giovanni, (che per loro è un evento, dato che il prete arriva circa una volta al mese in un villaggio a rotazione di tutto il distretto Zafimaniry) un ora prima han suonato la campana; per avvertire i villaggi vicini che era ora di incamminarsi a piedi! Nella chiesa con assi di legno come banchi, abbiamo condiviso una celebrazione gioiosa, molto semplice quanto sentita. La chicca finale è stato “l’ambulatorio improvvisato”: tra i campisti c’era una dottoressa, e quando la voce si è sparsa nel villaggio... la fila di persone davanti a casa non terminava piu’! Un pensierino di girare per questi villaggi io, la dottoressa e un altra infermiera lo abbiamo fatto...!
Finito il campo è arrivato il momento che attendevo da mesi: le vacanze con le mie sorelle! La famiglia sembra sempre non mancare mai, ma vi assicuro che riabbracciarle all’aereoporto è stata un emozione che non mi aspettavo! E’ così iniziato il nostro tour insieme a Chiara “kely” di Manakara e sua madre: Antananarivo, Ambositra, passaggio a Fianarantsoa, parco dell’Isalo, di nuovo Fianarantsoa e treno fino a Manakara, Ampajimanjeva, parco di Ranomafana, di nuovo Ambositra e Antananarivo. Visto che alla maggior parte di voi questi nomi non dicono niente vi provo a raccontare i momenti piu’ salienti: ovviamente la visita al foyer con conoscenza dei miei colleghi, la figura leggendaria di Padre Zocco a Fianara (in Madagascar dal 1950), la “savana” brulla del parco dell’Isalo, il bagno nelle piscine naturali e in due laghi ghiacciati, l’arrivo in cima al massiccio montuoso con vista spettacolare, l’esplorazione di un canyon saltando (e cadendo) di roccia in roccia, il pranzo in riva a un fiume con “visita” di lemuri ladri, passaggi in mezzo alla jungla seguiti da spiaggettine bianchissime, il tutto dentro un canyon, la notte dentro il parco con la cena squisita dei nostri portatori al campeggio, il mitico viaggio in treno Fianara-Manakara con discesa ad ogni villaggio per comprare ogni tipo di fritto che esiste su quest’isola e ogni tanto risalita in corsa, passaggio del treno in mezzo alla jungla in villaggi non raggiungibili in altro modo, il giro in “lakana”(piroga) sul canale del Pangalana a Manakara al ritmo di musica dei nostri pagaiatori, il bagno nell’oceano, il “centro estivo” in spiaggia ovvero 40 bambini che accorrono appena inizi a giocare a fresbee o a calcio, il compleanno di mia sorella Rita in un ristorante sulla riva dell’oceano con tanto di soldi “gasy” come regalo, la grigliata di pesce sulla fatapera in spiaggia, lo “scontro” con la realtà di Ambokala (ospedale psichiatrico di Manakara dove lavora Enrica, volontaria del centro missionario), la visita all’ospedale di Ampa con pensierino annesso a rimanerci, l’alloggio in una veranda con tre camere e proprietaria inquietante al parco di Ranomafana, la ricerca di lemuri dentro la foresta dello stesso parco o del lemure nano sul ciglio dela strada grazie a banane spalmate su tronchi d’albero, il bagno nelle “terme”(piscina calda) di Ranomafana in mezzo a famiglie malgascie con tanto di “invasione” di una chiesa avventista di Tanà (che volevano fare a tutti i costi una foto con noi!), l’avventuroso ritorno da Ranomafana ad Ambositra in taxi brousse (con una presunta prenotazione che non esisteva), il “giro dei parenti”(come l’han definito le mie sisters) ovvero la visita ai colleghi e amici di Ambositra, il quartiere-palude di Don Luciano a Tanà e l’infinita mattina al mercato artigianale della diga, impossibile arrivarci in fondo.
Le ho salutate con fatica, una volta riviste è piu’difficile riseparsi.
In tutto questo ad Ambositra sono anche passati 8 tra psichiatri e psicologi del progetto sulla sanità mentale, ed è arrivato il tanto atteso nuovo “monpera”: don Giovanni Davoli da Brescello, che per ora cerca di “riprendersi” e visitare la missione!
I “vahiny” non sono ancora finiti, ricordateci nella preghiera perchè la nostra comunità ritorni con serenità alla normalità o a una nuova normalità e perchè, nel mio piccolo, riesca a vivere questi ultimi mesi che mi rimangono, ogni giorno come un dono.

Un abbraccio

Mandra phiaona

Anna