martedì 27 dicembre 2011

MONDI PARALLELI

Volevo tornare un po' indietro con un flashback per raccontare un quartiere un po' “diverso” di Tanà che abbiamo che abbiamo visitato con Don Luciano (un prete italiano di Don Orione che vive a Tanà) dopo gli esercizi spirituali dei primi di dicembre.
Arriviamo alla sua parrocchia, che ha una chiesa gigante che riesce ad ospitare tipo migliaia di persone; poi partiamo a piedi e lui ci introduce il suo quartiere come un posto dove non si può passeggiare da soli neanche durante il giorno! “Iniziamo bene” penso io!
Bè superata la prima parte abbastanza normale fatta da strade, anzi viali alberati, rotonde e traffico...ci immergiamo letteralmente in questa “piccola venezia dei poveri”!
Ovvero un intero quartiere allagato, perchè in zona “depressa” e mai bonificato dopo un allagamento di un vicino canale, su cui hanno iniziato a costruire e costruire e affittare; ed è diventato un mega acquitrino ricoperto di piante acquatiche tipo ninfee con tante palafitte di legno e, nei punti più allagati, passerelle di legno larghe 50 cm su cui si sposta la gente!
Quindi si ha come l'impressione di entrare in una baraccopoli di legno ma con dei “campi verdi” e tante passerelle, che in realtà non sono campi ma piante acquatiche e sotto c'è dell'acqua, se ancora si può definire acqua!
Il problema di questo quartiere è che il comune non ha i soldi per bonificare, e c'è della gente che continua ad affittare queste baracche in legno, e ogni volta che ci torna ci sono delle case nuove, anche in muratura!
Don Luciano, ogni tanto si fermava a salutare qualche famiglia, poi passava senza problemi su queste “sicurissime” passerelle, alla prima c'è stato un mormorio generale del gruppo, poi titubanti siamo partiti; ovviamente erano solo alte un metro ma l'idea di cadere in quella poltiglia bastava e avanzava! Due di noi per paura erano rimaste a una “riva” ma, una volta capito che saremmo “sbucati fuori” da un altra parte, hanno dovuto cedere. Ovviamente qui eravamo, ancora più del solito, dei veri e propri extra terresti e lo siamo divenuti ancor di più quando su un ponte, su cui ci siamo fermati per fare una foto di gruppo, (poi sopprannominato “Ponte di Rialto”)...la Chiara kely ha perso una ciabatta infradito in un “piccolo” buco tra le assi! Alchè prima cerchiamo un bastone, chiediamo di portarci un bastone ma non ce l'anno, chiediamo a un bambino se ce lo prende ma vuole dei soldi...insomma alla fine Luca di Tanà si è letteralmente calato con le gambe, ed è riuscito a prendere con il piede la ciabatta che si era dolcemente posata sulle ninfee!
Poi ogni tanto in mezzo a questa venezia di sporcizia e povertà vedevi genti tirata a lucido con vestito e tacchi, o una baracca con un tavolo da biliardo e il biliardino che secondo me era la sala giochi del quartiere!
Poi una volta finito il giro, siamo “risbucati” sul viale alberato pieno di macchine e traffico, è stato come sbucare da un tombino in mezzo a una metropoli dopo un giretto nelle fogne!
Mondi paralleli nella stessa città...
Mandra phiaona
Veloma
Anna

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